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“Comandante di plotone paracadutisti, inquadrato nel contingente italiano inviato in Somalia nell’ambito dell’operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite, partecipava con il 183° rgt. par. “NEMBO” al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. Nel corso dei successivi combattimenti, proditoriamente provocati dai miliziani somali, con perizia e intelligenza concorreva con le forze alle sue dipendenze allo sganciamento di alcuni carri rimasti intrappolati nell’abitato. Dopo aver sgomberato con il proprio mezzo alcuni militari feriti, di iniziativa si riportava nella zona del combattimento e, incurante dell’incessante fuoco nemico, coordinava l’azione dei propri uomini, contrastando con l’armamento di bordo l’attacco nemico. Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco si sporgeva con l’intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro dei cecchini che lo colpivano ripetutamente. Soccorso e trasferito, presso una struttura sanitaria di Mogadiscio, reagiva con sereno e virile comportamento alla notizia che le lesioni riportate gli avevano procurato menomazioni permanenti. |
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Motivazioni della medaglia d’oro |
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2 Luglio 1993 |
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Rassegna stampa |
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Missioni |
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Onorificenze |
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Incontri importanti |
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Hanno scritto di lui |






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M.O.V.M. Cap. Gianfranco Paglia_official site |
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www.gianfrancopaglia.com |
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Chiarissimo esempio di altruismo, coraggio, altissimo senso del dovere e saldezza d’ animo” |
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MEDAGLIA D’ORO PER GIANFRANCO Presidente Scalfaro. <<Tornerò a lanciarmi con un paracadute>> dice scherzando ma non troppo. Gli stimoli glieli ha rafforzati la consapevolezza di essere diventato un simbolo per l’Esercito e per tutte le Forze Armate. Oggi per Gianfranco Paglia è un giorno speciale. A Viterbo, in occasione del giuramento degli allievi sottufficiali della locale scuola dell’Esercito, riceverà la medaglia d’oro al valor militare dalle mani del Capo dello Stato.Un attestato di gratitudine ma anche un impegno: il sottotenente parteciperà come medaglia d’oro alle cerimonie di giuramento dei vari corpi dell’Esercito. Porterà ai giovani come lui la sua drammatica ma anche positiva testimonianza di militare che ha pagato un durissimo prezzo all’impegno di pace. Oggi per Gianfranco Paglia è un giorno speciale. A Viterbo, in occasione del giuramento degli allievi sottufficiali della locale scuola dell’Esercito, riceverà la Medaglia D’Oro al Valor Militare dalle mani del Capo dello Stato. Un attestato di gratitudine, ma anche un impegno; infatti il sottotenente parteciperà come medaglia d’oro alle cerimonie di giuramento dei vari corpi dell’Esercito. Porterà ai giovani come lui la sua drammatica ma anche positiva testimonianza di militare che ha pagato un durissimo prezzo all’impegno della pace. Oggi a Viterbo saranno presenti alla cerimonia le rappresentanze di tutti i raggruppamenti che furono impegnati nell’operazione Ibis in Somalia. A testimonianza dei compiti affidati al sottotenente Paglia dal comandante della Regione Militare Meridionale c’è la partecipazione al 53° anniversario dell’epica battaglia di El Alamein, durante la quale il S.Ten si è rivolto ai giovani paracadutisti del 10° scaglione del ’95, che in quella stessa occasione prestavano giuramento, dicendo:<<Una volta indossata questa divisa occorre onorarla, rispettarla fino anche a sacrificare la nostra esistenza. aver fatto il mio dovere mi da una grande serenità interna. In bocca al lupo ragazzi >>. |
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Tratto da "IL MATTINO" 28 ottobre 1995 |

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LA FANFARA DELLA “GARIBALDI” HA SUONATO PER LO SFORTUNATO PARA’ Concerto per Gianfranco. Lo ha seguito la fanfara della brigata Bersaglieri "Garibaldi" nel cortile dell' abitazione del Parà. Gianfranco Paglia è stato festeggiato dai Bersaglieri, inviati con particolare sensibilità dal comandante della Brigata Generale Aldo Di Mascolo. L' esibizione veniva conclusa dall' esecuzione dell' inno nazionale, un momento particolarmente toccante, che ha visto Gianfranco Paglia nella divisa della Folgore con il caratteristico basco amaranto, rialzarsi, anche se a fatica, sui braccioli della carrozzella, per il "saluto" alle note di Mameli. |
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Tratto da "IL MATTINO" 16 giugno 1994 |
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Il presidente della repubblica Italiana Scalfaro premia il Ten. Gianfranco Paglia con la medaglia d’oro al valore militare. |
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<<Quello che voglio adesso è riuscire a mettermi in grado di lavorare in caserma. E poi>>. E poi? <<Poi voglio tenere vivo il ricordo di quei ragazzi>>. Quei ragazzi hanno, ai primi di novembre, ricevuto la medaglia d’oro. La stessa onorificenza è stata data a Gianfranco, ma lui non ne parla volentieri: per pudore per rispetto a chi |


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“NON CELEBRATE ME, MA RICORDATE LORO” Gianfranco Paglia ha 25 anni. È stato gravemente ferito nella battaglia del check-point Pasta, a Mogadiscio. Era il 2 Luglio 1993, quel giorno morirono tre militari italiani: Pasquale Baccaro, Andrea Millevoi, Stefano Paolicchi. Tutti intorno ai vent’anni. Gianfranco è stato colpito mentre tentava di recuperare i feriti. È riuscito a metterne in salvo 4. Poi un proiettile lo ha raggiunto ai polmoni, uno al braccio, il terzo alla schiena. Oggi il sottotenente Paglia si sposta a bordo di una carrozzella: <<Ma ho recuperato per l’80 per cento l’uso delle mani. Faccio fisioterapia otto ore al giorno. Un impegno gravoso? Ma no, dai, è come un lavoro qualunque>>. Mentre parla la sua voce lascia intuire una grande forza, una determinazione indomita. I suoi silenzi raccontano, invece, la sua capacità di ascoltare. E la voglia di trovare le parole giuste. Per spiegare.Per ricordare quello che è successo. Senza retorica. Senza nemmeno un ombra di autocommiserazione. |
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<<Ripenso spesso alla Somalia. Tutti i giorni. E non perché c’è questa carrozzella a ricordarmelo. La memoria è tenuta viva dalla forza di quella esperienza, e dal dolore dei miei compagni uccisi in somma ci penso sempre>>. Nessun rimpianto, però <<Giuro, rifarei tutto. Se potessi, adesso, andrei in Bosnia di corsa>>: la sua voce si spiega in un sorriso. |
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Tratto da "VISTO” novembre 1995 |


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FOLGORE DA EL ALAMEIN A MOGADISCIO Celebrata a Pisa la Festa della Specialità: nobili parole del S.Ten. Paglia Medaglia d’Oro al V. M rimasto paralizzato per le ferite riportate in Somalia . Con una suggestiva, bellissima cerimonia militare la Brigata Paracadutisti Folgore ha celebrato la Festa della Specialità nel ricordo luminoso degli Eroi di El Alamein che, 53 anni fa, scrissero nel deserto africano una delle pagine più etiche dell’Esercito italiano. I discorsi ufficiali venivano aperti dal Generale Bruno Viva Comandante la Brigata che ha presentato, tra la commozione e l’orgoglio dei presenti, la Medaglia d’Oro al Valor Militare S. Ten Gianfranco Paglia decorato per il suo eroico comportamento nella battaglia del 2 luglio 1993 a Mogadiscio in cui riportò gravissime ferite che gli hanno fatto perdere definitivamente l’uso delle gambe. In un breve discorso, fatto a braccio, rivolto ai giovani “giurandi” del 3° battaglione Poggio Rusco, il S. Ten. Paglia ha detto, tra l’altro: “ Non rimpiango nulla: nonostante la grave menomazione sono sereno perché ho fatto il mio dovere e posso quindi guardare serenamente in faccia la gente. Il giuramento va rispettato, altrimenti non si è degni di portare la divisa”. |
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Durante il giuramento |
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Tratto da rivista "FOLGORE” 11 novembre 1995 |
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non c’è più. <<Sono un privilegiato>>, dice. E potrebbe apparire un’enormità, oppure un modo per non ammettere la verità. Ma detto come lo dice lui, con quella severità semplice e diretta, suona soltanto come vero. <<Le cose vanno bene. L’hanno scorso mi è nata una sorellina Daniela. Una benedizione del Signore. E soprattutto, una vera liberazione per me. Ora mia mamma ha smesso di occuparsi di me 24 ore al giorno. Ora ha ben altro da fare>>. Ride, questa volta di gusto. Ma prima di congedarsi raccomanda <<Ricordatevi degli altri. Io ci sono ancora>>. |





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IL PREMIO INTERNAZIONALE MARCELLO CANDIA Nell’aula magna della Facoltà di Medicina del Policlinico di Napoli, per il tredicesimo anno consecutivo. Il punto centrale di tutta la cerimonia è stato quello della consegna della medaglia d’oro e diploma a Gianfranco Paglia. Inviato in Somalia, per garantire l’ordine e promuovere la pace, era comandante di una pattuglia di rastrellamento a Mogadiscio, quando furono aggrediti da guerriglieri. Fu ferito gravemente nel tentativo di proteggere i suoi uomini tre dei quali perdevano la vita. La motivazione dell’onorificenza concessagli di-chiara: “Marcello Candia, cui il premio è dedicato, si fece povero per gli altri. Gianfranco Paglia, da militare, ha offerto se stesso, con ardore e spirito di solidarietà, alla comunità internazionale per una lodevole missione umanitaria”, nel ringraziare il riconoscimento ottenuto ha detto solo poche parole: “ Ringrazio il Signore, perché sono stato più fortunato dei miei commilitoni. Chiedo solo che la loro memoria non vada perduta con il tempo, e considero assegnata anche a loro la medaglia che mi viene consegnata”. |
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Tratto da "Venga il tuo regno” gennaio 1996 |

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EROE, MA NELLA FOLGORE E’ TRADIZIONE Gianfranco Paglia, Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Reduci e Rimpatriati d’Africa. Il 2 luglio 1993 contro la pattuglia del sottotenente Paglia si innesca un intenso fuoco di armi di vario calibro. Paglia raccoglie quattro soldati rimasti feriti, di cui uno gravemente. Per proteggerli spara con il mitra diverse raffiche e lancia bombe a mano. Carica i feriti sul blindato, sta per rientrare, ma davanti a sé ci sono donne e bambini che bloccano il passaggio. Quando esce dal blindato i cecchini lo colpiscono: al polmone, al polso, alla schiena. Il sottotenente Paglia lo consideriamo Eroe nell’accezione etimologica più pura:<< Eroe è persona dal valore sovrumano, disposta al sacrificio di se per il bene della Patria. Personalità eccelsa>>. La Sua Medaglia d’Oro si aggiunge a pieno merito a quello stuolo di Eroi della Folgore che ad El Alamein si coprì di gloria. Se un ragazzo di 23 anni ha potuto servire la Patria e la Bandiera con tanto onore, il merito va ascritto innanzitutto alle sue doti umane e morali. Ma grande merito va anche a quella fucina di soldati che è il nostro Esercito, e lo scrivo con la maiuscola! Quell’Esercito che addestra il cittadino a quei valori oggi dimenticati ma ancora fondamentali: Patria – Onore – Dovere. |
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Tratto da "il reduce d’Africa” febbraio 1996 |
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Il Gen. Bellinzona durante la cerimonia. |
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Il S. Ten. Paglia M.O.V.M. socio d’onore dell’associazione Un applauso scrosciante tutti in piedi fieri commossi: quando il S.Ten. Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha ricevuto dal Presidente de Vita il diploma di socio d’onore dell’A.N.P.d’I. “ Voi tutti sapete – ha detto il Presidente Franco de Vita – chi è il S.Ten. Paglia. Io vorrei ricordare un’esperienza personale,: quando fu delegato dall’Associazione Medaglie D’Oro a portare il saluto agli allievi paracadutisti in occasione della festa della specialità, il S.Ten Paglia disse poche parole ma talmente sentite che per me lo qualificarono degnissimo della ricompensa ricevuta”. “E’ molto bello essere qui, – è stata la risposta del S.Ten. Paglia – ciò significa che ognuno di noi crede in un ideale comune. La cosa più bella è stato il minuto di silenzio che avete appena dedicato a chi non c’è più. Grazie per loro”. |
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Tratto da "Folgore” aprile 1996 |
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Paglia premiato dal Gen. De Vita |
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GIANFRANCO PAGLIA PREMIATO IN PREFETTURA Caserta – Il S.Ten. Gianfranco Paglia, insignito della Medaglia D’Oro al Valor Militare durante la missione dei nostri parà in Somalia, ha ricevuto ieri sera in occasione della celebrazione della festa della Repubblica, una medaglia ricordo della regione Campania, per il suo impegno militare e civile. |
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Tratto da "Corriere Caserta” 2 giugno 1996 |
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Paglia premiato dal Pres. della regione Campania Rastrelli |